16 marzo 2017

Intervista a Emma Watson, nei cinema con “La Bella e la Bestia”

 

Esce oggi nei cinema l’attesissima versione live di La Bella e la Bestia di Bill Condon con Emma Watson protagonista del film e anche della nostra cover story, in edicola) accanto a Luke Evans (Gaston), Dan Stevens (la Bestia) e molti altri grandi attori, da Ewan McGregor (Lumière) a Kevin Kline (Maurice) e Stanley Tucci (maestro Cadenza). «Ho realizzato il mio sogno di bambina!» ha detto la 26enne attrice quando è salita sul palco per salutare il pubblico alla première londinese del film, attesissima versione “live action” (e ovviamente musical) del cartone Disney del 1991 tratto dalla favola francese del Settecento. La protagonista Belle ne esce da eroina femminile moderna: coraggiosa, spirito libero, sensibile e amante della lettura, capace di vedere oltre le apparenze e apprezzare “la bellezza interiore” come da morale della favola.

Emma Watson è stata scelta non solo perché il suo volto fa già parte dell’immaginario fiabesco del cinema, grazie agli esordi in Harry Potter, «ma perché è una giovane attrice colta e impegnata nelle battaglie sociali» dice il regista Bill Condon (Dreamgirls, The Twilight Saga: Breaking Down) e quindi vicina nello spirito alla protagonista della storia. E la 26enne attrice inglese, che abbiamo incontrato proprio oggi, conferma.

Che cosa pensa che piacerà alle ragazze di questo film?
«Posso dire quello che ha entusiasmato me, innanzitutto. Belle è una che non sogna principi azzurri ma pensa con la sua testa, sposarsi non è il primo dei suoi pensieri, ha voglia di conoscere il mondo, di essere se stessa, insomma chiede alla vita molto di più che essere un angelo del focolare. E io mi sono rivista nella sua grinta. Sono cresciuta pensando, dentro di me, che essere femmina fosse uno svantaggio e mi ha sempre fatto rabbia questa ingiustizia, la disparità tra i generi. Se ho fatto bene il mio mestiere di attrice, spero che vedendo Belle le ragazze si sentano ispirate e incoraggiate a essere se stesse proprio come lei. Non che sia un maschiaccio, intendiamoci: è umana».

Le favole, anche al cinema, sono da sempre considerate film per il pubblico femminile più che maschile. È d’accordo?
«Ho sempre odiato queste etichette. Penso che film come questo possano davvero divertire tutti, perché ci tanti personaggi, musica, momenti di suspence… Sono fiera del fatto che ci sia una protagonista come Belle: da bambina non ho mai sentito i miei fratelli pensare a un personaggio femminile come a un loro eroe, mentre io di eroi maschi ne avevo parecchi. Stavolta potrebbe essere il contrario».

Alla première ha indossato un abito femminile da vera principessa, però. (Firmato Emilia Wickstead, ndr).
«Bello eh? Normalmente non lo metterei mai! Di solito guardo alla praticità, voglio stare comoda. Ma  in questo caso era perfetto, quello che ci voleva per presentare La Bella e la Bestia ed entrare nel mood della storia. Un film così deve far sognare e perciò, viva un abito che ispira romanticismo e gioia».

Lei ha preso un anno sabbatico: perché?
«Perché ho iniziato a lavorare giovanissima e non ho avuto molto tempo per fermarmi, per me stessa. Ho fatto carriera con la sensazione che mi sfuggisse qualcosa, che non ero totalmente padrona del mio destino e consapevole fino in fondo delle mie scelte. E poi il mondo dello spettacolo ti coccola, ti vizia, sei sempre servito e riverito. Temevo di restarne prigioniera, volevo crescere un po’ a modo mio. Uscire da questa specie di bolla, preservare la mia salute mentale.

Le piacerebbe essere ricordata più come la Hermione di “Harry Potter” o la Belle di questa favola?
«Sono affezionata a entrambe, qualunque delle due sia la favorita del pubblico io sono solo felice».

Valeria Vignale