2 October 2019

Mostre: Pierre Cardin, l’uomo che ha creato la moda

Un docufilm e una grande mostra a New York celebrano Pierre Cardin,  lo stilista che ha fatto tutto e ha inventato tutto

La mini (anche se la questione è controversa), il prêt-à-porter (si sentiva “il socialista della moda”), le sfilate maschili (non esistevano), il genderless, il concept store. Ha messo la sua firma ovunque: piastrelle, bicchieri, asciugamani, piatti, telefoni. Per primo ha aperto un negozio di moda in Giappone, per primo è andato in Cina a sfilare sulla Grande Muraglia. Lì, alla domanda: «Chi è il presidente della Repubblica francese?», i bambini rispondevano «Pierre Cardin».

Nato in Veneto come Pietro Costante Cardin, trapiantato in Francia da bambino, dove è diventato Pierre, oggi, a 97 anni,è la memoria storica della moda. E il Brooklyn Museum gli dedica
la mostra Pierre Cardin: Future Fashion (fino al 5 gennaio 2020).

Lavorare sempre

Non ha scritto un’autobiografia, ma si è concesso (per poco) alle telecamere di P. David Ebersole e Todd Hughes, registi del docufilm House of Cardin (gioco di parole che evoca House of Cards, la serie sui misfatti della Casa Bianca). Presentato come evento speciale allo scorso festival di Venezia, alle Giornate degli Autori, racconta la storia di un ragazzo che durante la seconda guerra mondiale viveva a Vichy e sognava Parigi. Ci arrivò, passando da Elsa Schiaparelli e Christian Dior per poi fondare il suo atelier nel 1950.

Genio vero, ha disegnato il “bubble dress” (1954), i vestiti dei Beatles, gli occhiali di James Bond, i costumi di Mata Hari (1964), gli abiti “lunari” ispirati alle conquiste spaziali, le leggendarie librerie a cerchio, una gondola in versione tecno. Pierre Cardin ha finanziato, spesso in perdita, uno spazio teatrale dove notò un attrezzista che aveva una voce pazzesca e lo raccomandò al regista. Era Gerard Depardieu. Ha comprato un castello a Lacoste in Provenza, un palazzo a Venezia e il ristorante Maxim di Parigi (dove una volta non l’avevano fatto entrare perché portava un maglioncino bianco ed era senza papillon).

Due soli grandi amori: l’attrice Jeanne Moreau («Ero omosessuale, ma lei corrispondeva alla mia natura profonda») e il braccio destro André Oliver. Lo stilista Jean-Paul Gaultier e il designer Philippe Starck ricordano di avergli portato i loro disegni sperando che li apprezzasse. Di Coco Chanel, dice: «Ha inventato un solo vestito ed è diventata famosa». Se gli chiedono il segreto della sua lunga giovinezza, risponde: «Lavoro, lavoro, lavoro!».

Di Roselina Salemi