23 novembre 2019

Celine Dion: «Adesso sono io il boss»

La cantante canadese torna con un nuovo album: s’intitola Courage, e non è un caso. Perché Celine oggi è più forte, tenace e positiva che mai

«In fondo, 51 anni sono una bell’età per aprire le ali e prendere in mano la propria vita» dice Celine Dion sprofondata nella poltrona dell’Auberge Saint-Antoine, l’hotel di Québec scelto per il lancio di Courage: con questo album l’“usignolo di Charlemagne” prova a voltare definitivamente pagina dopo la scomparsa, nel 2016, del marito René Angélil.

Il terreno per il nuovo corso l’ha preparato con quattro brani, fra cui il singolo Imperfections, e Lying down, confezionato su misura per lei da David Guetta e Sia. Con la simpatia della ragazza di provincia cresciuta con 13 fratelli, Celine scherza e fa battute. Ma regala anche riflessioni molto serie e toccanti. «Prima ero una creatura nelle mani di René, sua moglie, la madre dei suoi figli, la sua artista preferita» dice. «Ora che l’ho perso, sono io il boss di famiglia. Non ho il carattere per fare il capo, però mi sento solida, determinata, pronta a dimostrare a me stessa, ai miei ragazzi, al mio team e al pubblico che sto bene, sono forte e posso farcela».

Si spiega così il titolo Courage?
«Sì, ci vuole coraggio. Sono circondata da gente che mi ama, però sento l’assenza di una persona accanto, mi mancano le sue carezze, le piccole grandi cose che ci si sussurra nell’intimità tra coniugi o fidanzati. Tutti mi chiedono se sono pronta a frequentare qualcuno e a innamorarmi di nuovo. No, non sono pronta. Tengo, però, aperti la mia anima e il mio cuore all’amore dei fan, dei figli e della famiglia».

In una canzone spieghi che hai il cuore abituato a “sopravvivere”: nel 2016, nel giro di 48 ore, hai perso René e tuo fratello Daniel…
«Quando, dopo tre anni di sofferenze (causate da un cancro, ndr), le cose hanno iniziato a precipitare, René mi ha chiesto di staccarmi da lui, di iniziare a cavarmela da sola, ma per quanto mi sforzassi non ce la facevo. Poi ho imparato ad allontanarmi fisicamente, non emotivamente, perché sarebbe stato pretendere troppo. Ho capito però che, al di là del dolore, ero io a doverlo lasciare andare. E l’ho fatto».

Come hanno reagito i tuoi figli?
«Non mi hanno chiesto nulla perché nel loro cuore e nella loro testa era già tutto chiaro. Al momento del distacco i gemelli Eddy e Nelson avevano solo sei anni, quindi mi sono occupata soprattutto di René-Charles, che era invece nel pieno dell’adolescenza e quindi nell’età più delicata per affrontare
un evento del genere. Ora è uno splendido diciottenne, si è trovato una ragazza ed è entrato a far parte del mio team. Confrontarci mi fa crescere, mi responsabilizza, mi rende più matura. E questo, probabilmente, è un dono di René da lassù».

È stato difficile trovare le canzoni per ricominciare?
«Quando si è sparsa la voce che stavo lavorando a un nuovo disco, ne sono arrivate di ogni tipo. Non ho mai avuto così tanti pezzi da registrare: potevo farci non uno ma quattro album! Ovviamente gestire così tanto materiale è una faticaccia, ma ho accanto un team che mi aiuta moltissimo anche in questo. In fondo, la mia prima responsabilità rimane quella di cantare sempre al meglio».

Hai cantato in anteprima uno dei singoli del nuovo album, Flying on my own, a giugno, l’ultima notte della tua lunghissima “residency” al Colosseum di Las Vegas. Come ricordi quell’esperienza?
«Quando iniziai a esibirmi tutte le sere al teatro del Caesars Palace, qualcuno disse che era una follia, ma il pubblico ha mostrato di pensarla diversamente. All’inizio avrei dovuto cantare lì due mesi, poi 2 anni, alla fine sono rimasta per 16 anni. Però ora basta».

Nel video di congedo dici: «Ciao Las Vegas, for the moment». Quindi non è da escludere un ritorno?
«Continuo a vivere lì vicino, ma datemi un break. Anche se vorrei tentare la carriera cinematografica, niente per me è come la musica. Sto pensando addirittura a un tour unplugged nei teatri, per stare più vicina alla gente. Il concerto è energia, adrenalina, una droga che ti fa sentire Freddie Mercury ogni volta che vai in scena. Quindi al momento voglio solo cantare in giro per il mondo… e ilb prossimo anno venire in Italia».

Di  Andrea Spinelli