biografie bomba

Presto in libreria il memoir del principe Harry: tremino i Reali!

04 novembre 2022

Il 10 gennaio uscirà la più attesa tra le biografie bomba. Ma anche le altre non ci scherzano. I memoir che scottano funzionano. Anche se non autorizzati

 

Biografie bomba. Partiamo dalla notizia del libro di memorie del Principe Harry. Secondo gli ultimi aggiornamenti, il libro dovrebbe uscire il 10 gennaio 2023. L’uscita pareva dovesse slittare a data da destinarsi per non compromettere future riconciliazioni con la royal family. Ma la notizia sarebbe stata di quelle da commentare con un festival di emoji tristi. Fino a ieri trovavate amabile soprattutto l’irriverenza del membro più giovane e scapigliato di casa Windsor? Ora col passaggio a miglior vita di The Queen, rischiavate di dovervi ricredere.

Perché sarebbe stata la morte della nonna a far desistere in un primo momento Pel di carota di sangue blu dal mandare nelle librerie statunitensi, il 24 novembre, giorno del Ringraziamento, l’autobiografia. Così com’era stata pensata e scritta. Cioè piena di quei segreti che avrebbero smesso di essere tali, pane per i denti dei royal addicted e dei giornalisti di gossip. Insomma, la situazione è questa. Inizialmente posticipata al 2023 per avere il tempo di fare le opportune modifiche anti-effetto tellurico, la pubblicazione ha rischiato invece di non vedere più la luce. Ora invece una data c’è. Ed è appunto il 10 gennaio. Titolo: Spare. Il Minore. Il termine spare significa di ricambio e allude al ruolo subalterno di Harry rispetto a William.

Biografie bomba: tale madre tale figlio

Insomma, se è vero che buon sangue non mente, il volume anche in versione depurata potrebbe suscitare lo stesso clamore di Diana. La vera storia dalle sue parole. L’autore: Andrew Morton che lo aveva dedicato alla madre, con le scottanti rivelazioni ricevute dalla voce della principessa triste. Ah, il volume fa parte di una trilogia ed è uno dei tre pattuiti con l’editore in cambio di 40 milioni di sterline.

Comunque, da un lato sembrava che i duchi di Sussex, Harry e Meghan, avessero riposto le spade sguainate ai tempi del salotto di casa Oprah. In quell’occasione, mano nella mano non gliele avevano mandate a dire a quelle scope nel sedere di stanza a Buckingham Palace. Dall’altro, però, a giudicare dai rumors, che l’operazione di bonifica non sarà stata radicale. Il noir non lascerà spazio al feuilleton. Ed è giusto così. Perché, è vero che una vita, soprattutto quella di un nobile rispetto alla commonalty, può essere decisamente interessante. Ma è altrettanto vero che le autobiografie – insegnano nelle scuole di scrittura – se non scavano a fondo negli abissi e nei fantasmi dell’animo umano, rischiano di essere avvincenti come il libro delle preghiere. Edificanti vabbè, però… 

47 anni di fedeltà

A prova di noia, per chi vorrà leggerlo in inglese, è Down and Out in Paradise: The Life of Anthony Bourdain. Il giornalista Charles Leerhsen lo ha dedicato allo chef star della serie Parts Unknown. La trasmissione è andata in onda fino al 2018, quando Bourdain si è sottratto al mondo impiccandosi dopo una giornata di lavoro e una serata di solitudine con l’alcol per amico. Ma in cui pare abbia prima cercato conforto chiamando la compagna Asia Argento. Lei intanto aveva il cuore nello zucchero, come si suol dire, per un nuovo flirt. Pare abbia risposto «Non mi rompere le palle» a quello che ormai considerava già ex.

Insomma, Leerhsen ha cercato di ricostruire quegli ultimi giorni di vita, forse per trovare un senso a quella sera anche se quella sera un senso non ce l’ha. Perché giusto la mancanza di senso può spiegare come mai un uomo bello, ricco e di successo fosse così depresso al punto da volersi levare di torno. Seppure basata su interviste e documenti tra cui mail e messaggi di Anthony, la biografia non autorizzata ha dato luogo a diffide e minacce di cause per diffamazione. L’autore ha fatto spallucce e da metà ottobre il libro è su Amazon. Per chi ha voglia di accorgersi che vivere è sempre una faccenda di quelle toste, altroché.

Biografie bomba? No, effetti soporiferi

Bisogna invece aspettare l’11 novembre per il memoir di Bono. È un cantautore, attivista, compositore e musicista irlandese, frontman della rock band U2. Bono, all’alba di oltre 60 primavere, ha mollato microfono e spartiti e si è messo a scrivere Surrender 40 Songs, One Story. È il racconto della sua vita attraverso le canzoni più importanti del gruppo. Ma, a proposito di effetti soporiferi, cosa ci sarà di interessante nella vita di Paul David Hewson, questo il vero nome di Bono?

Cosa ci sarà se si esclude la perdita improvvisa della madre durante il funerale del nonno (morto festeggiando i suoi 50 anni di matrimonio!), visto che si tratta di un uomo che sta da 47 anni con la stessa donna? E lei è la madre di 4 figli, una dei quali, intervistata, racconta del papà meraviglie? Che da 20 anni si dedica alla lotta contro l’Aids e la povertà estrema? Forse la spiegazione è nel titolo, che tradotto è Arrendersi, brano dell’album War. Ma il tema non è la guerra, bensì la resa. Una specie di principio, fatto di umiltà, che aiuta a vivere meglio. Stai a vedere che sarà questa la vera rivelazione.

Schiaffo virale

Tra le biografie bomba ce n’è un’altra. Promette per il 2023 un’autobiografia esplosiva anche Jada Pinkett Smith, attrice e cantante, moglie di Will Smith. Ha appena firmato un contratto con HarperCollins. Forse ci racconterà quel che l’alopecia ha significato per lei. Si sa che ha fatto pace con la calvizie solo un anno fa. Ma capelli o non capelli, i suoi primi 51 anni non sono stati una passeggiata, dai genitori tossicodipendenti alla parentesi come spacciatrice alla depressione. E poi l’amicizia col defunto rapper Tupac Shakur, non proprio un tranquillone. E infine quel marito difficile che, come si dice a Napoli, nun se fa passa’ ‘a mosca p’o naso (vedi lo schiaffo assestato a Chris Rock in mondovisione).

Chi invece non ci pensava proprio a raccontarsi è Mick Jagger. Il frontman dei Rolling Stones trovava la stesura delle sue memorie un’esperienza molto noiosa. Ci ha pensato per lui Lesley-Ann Jones, che l’ha messo al centro di The Stone Age. Nel libro a fare la parte del leone sono gli amori del cantante, 79 anni e non sentirli, a giudicare dalla vitalità sessual-sentimentale. Omnicomprensiva, anzi inclusiva, diremmo oggi.

Una bocca immaginifica

Cioè, ci sono state Bianca Jagger e Jerry Hall, L’Wren Scott e Melanie Hamrick. Ma anche e soprattutto Helmut Berger e David Bowie, Keith Richards e Mick Taylor. Insomma, sotto sotto il più testosteronico dei cantanti rock, con una bocca immaginifica, ispiratrice di loghi e di sogni, è sempre stato attratto dagli uomini, forse più che dalle donne. Che, secondo la Jones, svolgevano una funzione riequilibratrice, compensando il timore della scarsa virilità. Forse è per questo che il buon Mick si è guardato bene dal mettere nero su bianco le emozioni, un rito sempre catartico.

È stato così per Pamela Anderson, attrice e showgirl. Lei considera il suo Love, Pamela, in uscita il prossimo gennaio, some kind of miracle. Cioè una sorta di miracolo di cui è orgogliosa. Innanzitutto perché è tutta farina del suo sacco e non del sacco del ghostwriter. E anche perché ha permesso di ripercorrere la sua esistenza messy, caotica, imperfetta, dolorosa. Viene voglia di abbracciarla e dirle tranquilla, Pamela, ce n’è per tutti… In questo la vita è portavoce di democratica uguaglianza e non risparmia i suoi splendidi casini a nessuno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di Cinzia Cinque – foto Getty