Se ti manca Game of Thrones, non disperare: sparpagliati su ogni piattaforma tivù conosciuta, spuntano i nuovi fantasy un po’ dark che promettono grandi emozioni
Morta una serie di culto, se ne fa un’altra? La domanda è lecita, ma pure retorica: certi amori finiscono, non fanno giri immensi e non ritornano. Il finale del Trono di Spade avrà pure deluso persino certi fan, ma resta il più monumentale successo televisivo degli ultimi dieci anni. «Ha cambiato per sempre la storia, non si può replicare», sostiene il quotidiano inglese The Independent.
Ma l’uomo è nato per essere Icaro: pure se rischia di bruciarsi le ali, vuole volare ancora più in alto. Dunque, il panorama post Game of Thrones è affollato di titoli che, almeno sulla carta, tentano di bissare il fenomeno. Si comincia in casa, e già qui le cose sono tutt’altro che facili. Andiamo con ordine. L’8 giugno del 2018, HBO annuncia il prequel ufficiale della serie. Il cast sarà guidato da Naomi Watts, e c’è la benedizione dello stesso George R.R. Martin, autore dei romanzi originali: «Io lo intitolerei The Long Night», commenta sul suo blog. Le riprese hanno inizio nell’estate del 2019 (pure in Italia, nella nostra Gaeta), a settembre la produzione si dice soddisfatta del lavoro, e poi, stop. Il 29 ottobre arriva la conferma: il progetto è morto in culla, non vedremo nemmeno la puntata pilota.
Primi goffi tentativi…
I fan soffrono, ma per un giorno solo: 24 ore dopo, ecco la notizia di un altro prequel “made in HBO”. Si chiamerà House of the Dragon, è creato dallo stesso Martin sulla base del suo Fire & Blood e racconterà la genesi dei Targaryen (la casata nobiliare della saga fantasy Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin). Tutto è bene quel che (forse) finisce bene: ma è stato più difficile che far schiudere un uovo di drago. Mentre la casa di produzione originale fa e disfa, tutti gli altri network cavalcano l’onda fantasy: genere ricco, mi ci ficco. Con risultati non sempre felici.
Carnival Row (Amazon Prime Video) non è il Trono di spade 2 delle premesse. Al centro ci sono una fatina (Cara Delevingne) fuggita dal suo Paese in guerra e un detective (Orlando Bloom) che indaga su misteriosi omicidi. «Tanti temi diversi del fantasy assemblati in un ibrido goffissimo», ha scritto lapidario il quotidiano statunitense New York Times. Anche His Dark Materials – Queste oscure materie (su Sky) è più una fiaba per ragazzi alla Harry Potter che un affresco davvero dark.
… E qualche buona idea
Più fedele all’universo di GoT, come ormai si dice non solo tra aficionados, è The Witcher, colosso a marchio Netflix con un assassino di mostri a sua volta mutante (Henry Cavill) che, anche solo fisicamente, pare il Drogo di Jason Momoa. Ma è ancora troppo poco. Sempre su Netflix, ci prova l’animazione: in Dark Crystal – La resistenza, guerrieri ribelli e bestioni sputafuoco. È già qualcosa, per mitigare la nostalgia. Poi, c’è il futuro. Che comincia da una saga ancora più mastodontica: Il signore degli anelli, 3 miliardi di dollari di incasso globale, diventerà una serie prodotta da Amazon e diretta, per i primi due episodi, da Juan Antonio Bayona, già dietro l’ultimo Jurassic Park.
Tutti a caccia di novità
Sempre su Prime Video sbarcherà La ruota del tempo, sulle gesta di Moiraine e della sua tribù Aes Sedai: i nomi impossibili sono già in linea con quelli di Daenerys e soci. Netflix risponde con Cursed, ennesima rilettura della leggenda di re Artù in cui a impugnare la mitica Excalibur ci sarà la Katherine Langford di Tredici: anche la Tavola Rotonda cede all’empowerment femminista. Netflix andrà avanti per anni con il filone: prima con Shadow and Bone, dal ciclo di Grishaverse (la serie fantasy che ha consacrato Leigh Bardugo come nuovo talento della narrativa fantasy americana. Ma i puristi sanno già tutto), poi con un nuovo adattamento delle Cronache di Narnia. Pure la Disney, tramite la branca “di qualità” Hulu che ha da poco acquisito, si butta su Wild Cards di George R.R. Martin. Una storia più sci-fi che fantasy, ma ormai l’abbiamo capito: dell’autore di Game of Thrones, vista la gloria raggiunta, non si butta via niente. Hai visto mai…
Di Mattia Carzaniga








