L’amore ai tempi di Batman: Parente dà voce al (bat)man in love del terzo millennio

02 February 2016

Ti amo ma la cosa non ti riguarda”, scriveva il poeta tedesco Friedrich Holderlin, del tutto in linea con il pensiero di Massimiliano Parente, che sulla potenza deflagrante dell’amore unilaterale ci ha scritto il suo ultimo romanzo: L’amore ai tempi di Batman (Mondadori, € 20).

Walter Moschino è un bambino prodigio. Avrebbe voluto essere un grande scienziato invece è diventato famoso partecipando alla sit-com Quella strana famiglia. Ora ha 25 anni, ha perso tragicamente i genitori ed è un ricchissimo e annoiato orfano, pieno di vizi, ansie e dipendenze, che vive in un’immensa villa con il maggiordomo che lo ha cresciuto, ora malato terminale.

Walter passa il suo tempo isolato dal mondo, con il fedele cane Stephen Hawking (ogni riferimento al fisico, matematico, cosmologo e astrofisico britannico NON è puramente casuale) ed è perennemente incollato alla Playstation e ai social network, da cui monitora – h 24 – la vita del suo grande amore virtuale: l’ex pornostar Sasha Grey.

Un giorno, nel tentativo di spaventare la fidanzata fedifraga che lo tradisce con un produttore cinematografico, si rende protagonista di un’impresa eroica: travestito da Batman sventa involontariamente uno stupro. Ed è proprio nei panni del nero supereroe senza poteri che decide di togliersi qualche sassolino dalla scarpa, vendicandosi di chi in passato lo ha ferito e dichiarandosi a cuore aperto a Sasha.

Come per ogni libro di Parente la sensazione è che la trama sia (anche) un pretesto per riflettere e far riflettere – in modo incalzante, grottesco, irriverente, dissacrante, paradossale, amaro – sulla vita, la morte, l’amore, le contraddizioni e i turbamenti della natura umana.

Il meccanismo narrativo non concede tregua al lettore (non si salvano dalla penna demolitrice soprattutto le donne, bersagliate nei romanzi di Parente sempre con uno spirito ipercritico, spesso oltre il limite del politicamente corretto). Lo stile è colloquiale, moderno: proprio come si fa oggi nei social lo scrittore toscano sbandiera il disagio (del personaggio e universale) in modo quasi spavaldo. Come se l’unico risultato dell’estrema consapevolezza sia il malessere irreversibile di chi la raggiunge.
Sancisce, alla fine, il diritto dell’essere umano alla “immaturità eterna” e sdogana l’amore virtuale come unica forma di innamoramento perfetto, in quanto non soggetto all’incontro/scontro con luogo, tempo e spazio. Con la realtà: che tutto svilisce, tutto mortifica e tutto distrugge.

Eleonora Molisani