“Se ho paura prendimi per mano”: il romanzo d’esordio di Carla Vistarini

9 settembre 2014

Autrice televisiva, teatrale e cinematografica pluripremiata, Carla Vistarini si mette alla prova con Se ho paura prendimi per mano (Corbaccio, pagg. 240, € 14,90; e-book € 9,99), ironico e rocambolesco romanzo d’esordio, che già dalle prime battute sembra la sceneggiatura di un film. Smilzo, ex analista finanziario, si riduce a fare il barbone. Un giorno nella sua vita irrompe una bimba di tre anni, la cui madre è rimasta uccisa in una rapina. Suo malgrado si troverà a difenderla da un gruppo di “cattivi” che vogliono rapirla. Attraverso mille traversie, e con l’aiuto di una serie di “buoni”, simpatici e un po’ improbabili, riuscirà a cambiare il destino della piccola e anche il suo. Gli ingredienti per la lacrimuccia finale ci sono tutti.

Era naturale che a un certo punto della sua carriera arrivasse il romanzo?
«Sì. Finora ho raccontato storie ed emozioni attraverso le voci degli attori, dei cantanti e dei conduttori per i quali ho scritto. E’ stato un privilegio enorme lavorare con artisti come Luciano Pavarotti, Mina, Ornella Vanoni, Gigi Proietti, Renato Zero, Fabio Fazio, e tanti altri grandi che aggiungono il loro talento ai testi scritti da un autore. Oggi racconto direttamente al lettore. Senza rete, né intermediari. Vado verso il suo cuore, e spero di conquistarlo».

Nella sua esperienza quali sono gli ingredienti per catturare l’attenzione di chi ascolta o legge?
«Io ho usato i buoni e i cattivi, un pizzico di suspense, una bambina da mangiare di baci, che sa dire solo una parola, anzi una parolaccia, che diventerà uno slogan. Dramma sì ma anche tante risate. Perché secondo me bisogna far ridere e riflettere allo stesso tempo».

Pensa già alla trasposizione cinematografica del romanzo?
«Non ci pensavo mentre lo scrivevo, ma quando l’ho finito e l’ho riletto mi sono accorta che, sì, forse era già pronto per diventare un film. O una serie tv. Il lupo perde il pelo… E poi vorrei aggiungere un altro David di Donatello a quello che ho già vinto. Per fare pendant».

Figlia di Franco Silva (Francesco Vistarini, noto attore cinematografico degli anni sessanta) e Anna Maria Perini (miss Roma nel 1948), sorella dell’attrice Mita Medici. Una famiglia così ingombrante è una zavorra o le ha dato ali per volare più in alto?
«In realtà la mia famiglia è durata poco. Genitori separati prestissimo, e quindi case, nonni e zii a rotazione. È stata una famiglia particolare, non convenzionale, che mi ha regalato soprattutto imprevedibilità e curiosità per la vita, il mondo, la gente. Inoltre crescere tra arte, creatività, cinema, teatro, è un grande privilegio, che ha contribuito a sviluppare il mio amore smisurato per i libri e la lettura».

Il suo curriculum mette soggezione. Ha scritto anche indimenticabili canzoni per bambini e adulti…
«Sì: da Cybernella a Pinocchio perché no?, da Buonanotte buonanotte, di Mina, a La voglia di sognare, della Vanoni, e molti altri “evergreen” che passano di generazione in generazione. Ne vado particolarmente fiera».

Ha deciso che cosa farà da grande? Possiamo aspettarci di tutto?
«Da grande farò del mio meglio, come ho sempre cercato di fare, per emozionare, divertire, appassionare la gente. E ho anche un sogno: vorrei conoscere personalmente il mio pubblico, tutti quelli che hanno ascoltato e amato le mie canzoni, le commedie, i programmi tv, i film, e che leggono i miei libri. Vorrei, una volta tanto, essere io ad ascoltare le loro storie».

Carla Vistarini dialoga con i lettori su twitter @charliecarla e su facebook.

di Eleonora Molisani @NaturalBornRaw