Dedicato alle vittime di una fame “selvaggia”

9 Agosto 2019

Oggi si piace, ma non è sempre stato così. E la sua vita da buongustaia ha toccato l’apice con un fidanzato chef. Confessioni semiserie di Selvaggia Lucarelli, che ha giurato eterno amore alla tavola

 

La prima parola che Selvaggia Lucarelli ha pronunciato è stata “fame”, non “mamma”. Il suo desiderio più grande è mangiare senza ingrassare. Il suo mantra è: «La gola non è un vizio, è una necessità». E ha defenestrato ogni bilancia dopo aver superato «un peso che mai svelerò, perché è un segreto di Stato!».

45 anni, scrittrice, giornalista, conduttrice radio-tivù e web influencer da 1,3 milioni di follower, Selvaggia Lucarelli, reduce dall’esperienza di giudice dello show Ballando con le stelle, nell’esilarante libro Falso in bilancia (Rizzoli, € 17) racconta la sua “fame ciclopica” e le peripezie di eterna donna yo-yo che ingrassa e dimagrisce a fasi alterne. Ma impara col tempo ad accettarsi con autoironia.

In un’Italia in cui 6 persone su 10 sono gymaholic, ossessionate da fitness e forma fisica, Lucarelli rifiuta di schiattare sul tapis roulant (che usa come appendiabiti) per scofanarsi una pizza senza sensi di colpa. Anzi: quelli ce li ha, se li tiene e addenta.

Dici che tua madre è una concausa della tua fame.
«Mia mamma, oggi 76 anni, si nutre da sempre di aria, per lei un’insalata è un banchetto nuziale. Se le offro un tiramisù pensa che io sia una pusher. Forse mi sono ribellata alla sua inappetenza: io adoro mangiare!».

Essere golosi è una colpa?
«Io abolirei il girone dantesco dei golosi. Se conoscete una donna che, senza prendere un grammo, preferisce un pinzimonio a un piatto di pasta alla carbonara, portatemela! Chi è in sovrappeso, se non ha una patologia, è godereccio come me. Che male facciamo? A me non piace vivere di privazioni. Adesso ho 8 chili in più rispetto al mio pesoforma».

C’entra l’amore?
«Stare con un cuoco (è legata da quattro anni al social-chef Lorenzo Bigiarelli, ndr) ha delle conseguenze: la felicità della condivisione a tavola e l’ingrassare. Se staremo insieme per i prossimi
20 anni esploderò! Certo, potrei lasciarlo un paio di mesi e mettermi a dieta, ma anche no!».

Come vivi la tua condizione di donna yo-yo?

«Ho cambiato il termine accettazione con rassegnazione! Quando prendo due taglie rimpiango le fasi di magrezza, dicessi il contrario sarei falsa, ma ho imparato a coltivare fiducia in me stessa e l’autoironia, qualità che non dipendono dal peso, ma da qualcosa di più profondo. Dieci anni fa non sarei riuscita a scrivere questo libro. Oggi è un modo per esorcizzare le mie naturali imperfezioni».

Sei convinta che dire: “Curvy è bello” sia un’ipocrisia. Aspettati critiche…

«Ci sono abituata! Non demonizzo il messaggio di base, anzi, ma nella definizione “curvy” ormai vengono comprese donne con la taglia 50 e Monica Bellucci, che invece è magra, anche se ha curve da circuito del Motomondiale. Se finissi nel pentolone con Scarlett Johansson, io mi sentirei a disagio…».

Affronti anche il tema del body-shaming, degli haters che sul web lanciano offese pesanti. Come reagisci quando prendono di mira te?
«Prima ogni insulto alla mia forma fisica era una coltellata, ora mi sono corazzata. Ma i social sono spesso una gogna pubblica e l’autostima può essere fatta a pezzi. Bisogna imparare a difendersi e riconoscere il proprio valore».

Di Carlotta Vissani