Spirito “wild” e romanticismo per la sposa Atelier Emé 2020

2 Settembre 2019

Per la collezione Bridal 2020, Atelier Emé ha scelto come filo conduttore la bellezza di matrice wild.
A partire dallo scenario: la foresta incantata di Bali fa da cornice al lookbook della collezione, ossigenando ogni scatto con la sua vegetazione selvaggia e rigogliosa.

Ma anche i protagonisti della nuova collection, ossia gli abiti, seguono lo stesso fil rouge: grazie ai rigogliosi pizzi e alle nuvole di tulle e organza, vengono creati grandi volumi alle gonne.

I ricami delicati, i punti luce preziosi e i tessuti leggeri che caratterizzano questa collezione controbilanciano la maestosità delle gonne, restituendo un equilibrio sempre elegante e freschissimo.

Oltre alle classiche nuance del bianco candido e dell’avorio, tra le grandi novità proposte dal marchio per la sposa 2020 spicca il rosa nella sua versione cipria.
Che in realtà non spicca affatto, almeno a livello cromatico: delicato e tenue, dal retrogusto antico che impreziosisce ancora di più il bridal dress, questo pastel pink proposto da Atelier Emé è discreto e molto chic.

Credits: Atelier Emé

Oltre al rosé, un’altra novità di questa collezione è il wedding gown 3.0 in grado di trasformarsi, adattandosi con semplicità a tutti i momenti della sposa nel suo giorno.

Sono ben 150 le combinazioni possibili che creano l’abito perfetto: tantissime proposte che si adattano alla silhouette, ai gusti e al mood di ogni donna.

Corpini, abiti, gonne, cinture e body possono essere mixati tra loro per permettere a ogni sposa di creare un look unico e personalissimo.

Grazie alla versatilità dell’abito multi-funzione di Atelier Emé, si può passare facilmente dallo stile classicheggiante per la chiesa a quello easy-to-wear per il party.

Sullo sfondo della vegetazione tropicale della foresta di Bali, la sposa Atelier Emé passeggia con la sua innata eleganza tra la giungla verdeggiante, le sorgenti vulcaniche e le cascate in un appassionante spettacolo di colori. E di vita.

di Camilla Sernagiotto