13 ottobre 2020

Podcast di moda: ecco le voci delle maison da non perdere

Con la voce di artisti, designer e attivisti, i brand comunicano via podcast la loro visione del mondo

 

Creare consapevolezza, provocare, far riflettere: è la mission dei podcast di moda. Eh sì, perché questo format ha conquistato anche il mondo degli stilisti. Parente stretto della radio ma con una sua autonomia (nel 2019 gli ascolti sono passati da 27 a 55 milioni), il podcast si sta rivelando una formula vincente per il fashion system, grazie anche alla possibilità di offrire grande varietà di contenuti, dalle chiacchierate informali alle conversazioni impegnate su temi di attualità.

Nei podcast di moda le Maison parlano di loro stesse ma con uno sguardo che, abbracciando diversi interessi, rende il ricorso al termine “pubblicità”, oltre che riduttivo, incongruo. Il fashion infatti è un universo nel quale convergono tanti mondi. E, grazie ai podcast di moda gli stilisti possono sottolineare come abiti e sfilate siano portavoci di valori. Anche quando l’approccio è intimista.

Gucci è uno dei brand di moda che ha scelto il podcast per comunicare. In uno degli episodi dei Gucci Podcast, i protagonisti sono Massimo Bottura, chef tre stelle Michelin (buon sangue non mente), e Marco Bizzarri, ceo Gucci. I due ricordano e raccontano della “Gucci Osteria di Los Angeles”, uno dei due ristoranti nati dalla loro amicizia (l’altro è a Firenze). La narrazione coinvolge due compagni di classe, uno dei quali, Massimo, ha una mamma abile cuoca, al punto che l’altro, Marco, spesso si autoinvita dalla signora, a cui si rivolge in tono confidenziale con un: «O’ Luisa, oggi sarò da te per pranzo». Accadeva anni fa. Allora nessuno dei due ragazzi immaginava il proprio futuro, rivelatosi poi denso di successi. 

In un altro episodio, David de Rothschild, ambientalista britannico, incontra la scrittrice e insegnante irlandese Sinéad Burke, simbolo dell’attivismo Millennial e a favore di una moda disability-friendly. L’occasione, l’International Beat Plastic Pollution, non è casuale: David è tra i testimonial della collezione Off the Grid, prodotta con materiali riciclati e rigenerati.

Podcast di moda: su Dior si discute di arte, femminismo e futuro

«La moda non è solo abiti e modelle» ha spiegato Imran Amed, fondatore del magazine online BoF, The Business of Fashion.  Amed, in una puntata dei podcast di BoF, riporta opinioni e analisi su un’impresa globale che fattura miliardi di miliardi e svolge un ruolo chiave. Esemplare, in Il diavolo veste Prada, il rimprovero del collaboratore di Miranda Priestley-Meryl Streep rivolto ad Andy-Anne Hathaway, ignara delle implicazioni, non solo economiche, del suo “semplice” golfino turchese…

L’intento di porsi come testimone del proprio tempo anima anche la Maison Dior: nelle tre serie di podcast Dior Talks, Female Gaze, Female Art e Heritage, si discute del ruolo dell’arte, di femminismo, delle sfide del domani. Dopo il debutto col direttore creativo Maria Grazia Chiuri, Katy Hessel, scrittrice e storica dell’arte, ha incontrato artiste come Judy Chicago, la cui opera ha permeato la sfilata Haute Couture P/E 2020, che si è svolta all’interno di una grande installazione ispirata alle forme di una dea. Un inno alla femminilità declinata nell’impegno per l’empowerment.

Ensamble internazionale quello formato dai 4 protagonisti della 13esima stagione dei podcast 3.55 Chanel, dedicata alla mostra Mademoiselle Privé svoltasi a Tokyo. A discutere di moda e arte, oltre a Bruno Pavlovsky, ceo Chanel, il cantante Pharrell Williams, l’attrice e dj Soo Joo Park, la modella Ayami Nakajô e la regista Sofia Coppola, amica della Maison sin da quando, adolescente, partecipò a uno stage nella casa madre del brand.

The Icon Girls il podcast di Philosophy by Lorenzo Serafini

Creare consapevolezza, provocare, far riflettere è la mission dei fashion podcast, che sottolineano come abiti e sfilate siano portavoci di valori. Anche quando l’approccio è intimista. È il caso di The Icon Girls, appena lanciato da Philosophy di Lorenzo Serafini, in cui il direttore creativo del brand racconta chi sono le donne che popolano il suo immaginario. Si parte da Brooke Shields, la cui bellezza “innocente e maliziosa” rivive in una puntata ricca di ricordi, dagli anni di studio alla formazione. Musa della prima collezione di Serafini nel 2015, l’attrice di Laguna Blu diventa simbolo di un mondo ideale. Nelle prossime puntate, Patty Pravo, che ha ispirato la sfilata A/I 2020, Amanda Lear, Isabella Rossellini e Lady Diana.

Salvatore Ferragamo “Il calzolaio dei sogni”

Autobiografico anche il podcast Il calzolaio dei sogni, che narra il percorso umano e professionale di Salvatore Ferragamo da apprendista ciabattino, nato in Irpinia, a stilista dello star system hollywoodiano. I pranzi a base di spaghetti a Beachwood Drive con Valentino, le gare di nuoto a Lake Arrowhead, i sandali con le piume di colibrì… Un racconto suggestivo in 22 puntate come i capitoli della biografia, dettata da lui stesso negli anni 50, trascritta in un libro del 1957, e oggi narrata da scrittori, giornalisti, attori. Il podcast rientra in un progetto che include il film
di Luca Guadagnino Salvatore – The Shoemaker of Dreams, fuori concorso a Venezia. Una fiaba:
da ascoltare, leggere, vedere.

Di Cinzia Cinque