1 October 2019

Un beauty case a km zero

Ingredienti locali, sostenibilità e attenzione al vegan e cruelty free. Sono i punti forti della cosmetica bio, che cresce a vista d’occhio. Ecco le novità dal Salone del biologico e naturale di Bologna

 

Cresce la febbre green, radicata soprattutto tra i millennials che si rivelano sempre più vegani.
In 5 anni, secondo BioBank  (la banca dati degli operatori del biologico in Italia,) il comparto della cosmesi biologica è aumentato del 177%. E nel 2018 il beauty cosiddetto naturale ha superato i 1.100 milioni di euro di fatturato, conquistando circa il 10% del mercato (secondo le stime di Cosmetica Italia). Al SANA, Salone del biologico e naturale che si è appena chiuso a Bologna, gli espositori del settore Care & Beauty sono arrivati a quota 300.

Mai provato la crema al pomodoro?

Agricoltura biologica, ingredienti sempre più a km 0 e filiera corta: la cosmesi biologica nasce da qui, con formule controllate che valorizzano le risorse del territorio. Il risultato sono prodotti naturali, privi di siliconi e petrolati (la nostra pelle ringrazia). A Bologna abbiamo intercettato tanti cosmetici di produttori locali formulati con i “vegetali” tipici della loro zona. Qualche esempio? Il mirto della Sardegna (scrub e oli corpo), il fico d’India della Sicilia (antirughe), l’aceto balsamico del modenese (saponi e creme), il pomodoro della Toscana (skincare viso) e la betulla delle Alpi (creme antiage e prodotti per capelli).

Non mancano gli ingredienti che crescono oltre confine, come le erbe ajurvediche dell’India per tingere i capelli, i fiori della Russia per riequilibrare la cute e le piante della Siberia per rigenerare la pelle di viso e corpo. Per ridurre l’impatto ambientale la lavorazione delle materie prime privilegia processi di estrazione rispettosi di erbe e piante officinali (come fermentazione e liquefazione): così si ricavano principi attivi della massima purezza.

Plastic free e refill

I prodotti sono confezionatiin pack riciclati e riciclabili, possibilmente in vetro, alluminio e bambù. Tante le proposte per “ricaricare” la propria beauty care, attraverso refill e confezionamenti sfusi, un po’ come accade per i detersivi, il latte e l’acqua. Ma il riciclo non coinvolge solo il pack: c’è chi utilizza i materiali di scarto di altri processi industriali per realizzare cosmetici. Per esempio, dalla lavorazione del legno si ottengono cortecce ricche di principi attivi per pelle e capelli; dalle bucce degli agrumi si ricavano creme antiage e dall’acqua dei frantoi potenti elisir di giovinezza.

Prodotti multitasking

Sostenibilità significa anche ridurre le quantità: sia dei prodotti che utilizziamo nella routine quotidiana sia dell’impiego di una risorsa preziosa come l’acqua. Perciò via libera ai “panetti” solidi che si trasformano in burri nutrienti, shampoo e persino dentifrici. Nella stessa direzione vanno i prodotti multitasking o il make up “semplificato”. Come i fondotinta in poche nuance ma che si adattano perfettamente al colorito del viso, e gli eyeliner minerali che si trasformano in ombretti: due prodotti in uno.

Occhio al bollino bio

Cerchi un cosmetico biologico? Controlla che sulla confezione compaia il bollino della certificazione. Da sola la dicitura “prodotto naturale” non basta: indica semplicemente che contiene ingredienti di derivazione naturale in quantità superiore al 95%. Invece la certificazione assicura il controllo delle materie prime e dei processi di lavorazioni. Le più autorevoli sono quelle rilasciate secondo gli standard Natrue (della International Natural and Organic Cosmetics Association) e Cosmos (Cosmetic organic standard, la normativa unica europea).

Le parole dei cosmetici

Biologico: formulato solo con ingredienti del mondo vegetale (minerali e piante da agricoltura biologica), lavorato con i metodi della “chimica verde”.
Organico: contiene anche ingredienti di origine animale (latte, miele, cera d’api), prodotti secondo l’allevamento sostenibile.
Vegano: non contiene ingredienti di origine animale.

Di Alessandra Montelli