21 aprile 2020

Ana de Armas: la nuova Marilyn viene da Cuba

Ana De Armas sarà la stella del 2020 appena riapriranno cinema e festival. Sarà una Bond Girl ironica e “post metoo”. E darà il volto a Marilyn Monroe, perché anche la sua storia è una parabola del successo. Intanto guardatela sulle piattaforme on demand.

 

E ora, dopo Hollywood, Ana de Armas ha sedotto anche Ben Affleck. O forse bisognerebbe dire il contrario, forse è la mecca del cinema –insieme a Ben-Batman, attore e regista da Oscar paparazzato insieme a lei – ad avere visto e preso la sua nuova stella.

Ana de Armas, 31enne cubana di abbagliante bellezza, lanciata tre anni fa da Blade Runner 2049 con Ryan Gosling e candidata agli ultimi Golden Globe per il thriller Cena con delitto – Knives Out, non è ancora il volto che tutti riconoscerebbero al volo, una come Scarlett Johansson o Natalie Portman. Quel punto di svolta e di visibilità l’avrebbe raggiunto proprio in questo 2020 se il coronavirus non avesse fermato il mondo e, perciò, anche l’uscita al cinema di uno dei film più attesi dell’anno, nonché scalino cruciale della sua ascesa: No Time To Die, 25esimo capitolo della saga di James Bond firmato da Cary Fukunaga (il creatore di True Detective).

Bisognerà aspettare il 12 novembre per vederla nel ruolo di una Bond Girl “post metoo” che non sarà lì a fare la bella statuina, ma a regalare humor allo 007 Daniel Craig. Il personaggio le è stato cucito addosso da una delle migliori penne femminili e femministe dello showbiz, Phoebe Waller-Bridge, autrice-attrice della serie Fleabag, premiata per aver raccontato con ironia la vita sentimental-sessuale di una trentenne londinese. Nell’attesa potete vederla on demand nel thriller Cena con delitto – Knives Out (Sky Primafila, Chili e Rakuten Tv) e su Netflix in Sergio, storia vera di Sergio Vieira de Mello, alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, che fu vittima di un attentato terroristico a Baghdad nel 2003 (lei interpreta la donna di cui si era innamorato).

Bond con humor
D’altronde l’attrice venuta da Cuba non è una che accetta qualunque ruolo pur di stare a Hollywood. «Non avrei girato questo film solo per stare nella saga di Bond e oltretutto nei panni della Bond Girl non mi ci vedevo affatto» ha raccontato lei, non certo per snobismo ma perché a L’Avana, dov’è cresciuta in una famiglia umile e con tante difficoltà economiche, aveva fin da ragazzina il sogno di recitare da professionista. «Ho lavorato tanto per costruirmi questa carriera e quindi scelgo con curai film e i ruoli che mi convincono e mi fanno crescere».

Consapevole del suo fascino, evita come la peste il cliché della bellezza latina. Stava per rifiutare anche un thriller dal cast stellare come Cena con delittoKnives Out di Rian Johnson, successo dei box office natalizi (ora su alcune piattaforme, come Rakuten, Sky e Chili) perché il suo personaggio era descritto nella sceneggiatura come “badante latina, bella”, e ha firmato solo dopo aver capito che aveva ben altre sfumature. E proprio su quel set ha guadagnato l’ammirazione di grandi attori come lo stesso Daniel Craig o Christopher Plummer (di cui interpreta, appunto, l’affezionata badante sospettata del delitto).

Jamie Lee Curtis, che non l’aveva mai sentita nominare, ha scritto a Steven Spielberg spendendosi in lodi sperticate: “Diventerà come Sophia Loren, uno di quei rari fenomeni che hanno successo in tutto il mondo. Ha profondità e delicatezza, oltre a essere strepitosamente bella, ela fierezza e tenacia della ragazza cubana che vuole farcela”. Forse proprio per questo è stata scelta dal regista Andrew Dominik, a sorpresa, per interpretare un’altra icona del cinema mondiale, Marilyn Monroe, nel film Blonde, tratto dalla biografia romanzata di Joyce Carol Oates (edita in Italia da Bompiani). L’uscita è attesa quest’anno, virus permettendo.

La Baby Spice di Cuba
Cresciuta in una famiglia molto umile, fin da bambina Ana voleva cantare e recitare ma, più che sognare Hollywood, pensava di poter volare un giorno in Spagna, grazie ai nonni originari di lì e alla sua doppia nazionalità. «Per me l’America era quella che vedevo nei film, con gli aeroplani e le ville dei ricchi o con le gang che rapinavano banche. Era un posto irreale come lo sono le principesse delle favole» ha raccontato. «Il mio punto di riferimento erano invece gli attori cubani perché loro interpretavano la mia di realtà, fatta di gente che scappa sulle barche, che strilla o ammazza i maiali».

A 13 anni i suoi accettano di iscriverla alla Scuola di teatro della capitale e, per arrivarci ogni giorno dalla periferia, Ana ferma le auto che fanno da taxi popolare. In quegli anni fa anche la Baby Spice in una cover band amatoriale delle Spice Girls, cantando Wannabe senza comprenderne le parole: «Le ho capite risentendola per caso alla radio, di recente». A 16 anni gira il suo primo film, Una rosa di Francia dello spagnolo Manuel Gutiérrez Aragón. A 19 si trasferisce in Spagna, grazie alla doppia nazionalità. «Sembrerà strano ma quello che più mi ha fatto impazzire della mia nuova vita è stato il cibo. Io adoro mangiare, vado pazza anche peri fagioli, ma essendo cresciuta senza caramelle mi buttavo su tutti i tipi di dolci» ha detto in un’intervista tv a James Corden. «E non parliamo del cibo in scatola: mai visto prima, esotico!».

Da Ryan Gosling a Ben Affleck
Nel 2007 diventa una celebrità con la soap opera El Internado, popolarissima fino al 2010. A 23 anni sposa l’attore Marc Clotet (da cui si separa due anni dopo) e a 25 vola a Los Angeles per imparare l’inglese e, stavolta sì, con l’ideadi provarci a Hollywood. «All’inizio non capivo una parola ma ho imparato l’inglese in pochi mesi. Quando mi chiedono: “Come hai fatto così velocemente?”, rispondo che non avevo scelta, per me non esiste un piano B: esiste solo quello che voglio, senza ripieghi».

Risultato: gira Hands of Stone con Robert De Niro e Knock Knock con Keanu Reeves, prima di svoltare con Blade Runner 2049. Ma ancora oggi non è Hollywood il suo mito. «Mi ha dato cose incredibili, certo. Ma non amo essere sempre sotto i riflettori. Mi piace parlare di tante cose, di arte ma anche di bambini o animali». Ovviamente non del nuovo amore sbocciato sul set: con Ben Affleck ha girato Deep Water, un giallo a sfondo erotico tratto dall’omonimo libro di Patricia Highsmith, uscito negli Usa lo scorso novembre e forse presto sulle piattaforme tv. Prima che la loro storia venisse a galla, e i due fossero paparazzati a Cuba e a Los Angeles, gli esperti parlavano di una chimica molto forte tra i due protagonisti. E Affleck lodava Ana in pubblico: «Ha un infinito talento».

Di Valeria Vignale