7 October 2019

Jude Law: «Nudo sul set? Il coraggio ce l’ho»

È il suo momento. Dopo Captain Marvel torna in 2 film. E spopola in slip nel trailer di The New Pope

Troppo bravo per essere bello. Così dicono in molti di Jude Law, 46enne attore inglese che più matura e più guadagna fascino, oltre che ruoli sullo schermo. Senza capricci da star, senza essere necessariamente il protagonista. In Vox Lux, ora nelle sale, è il manager di una squilibrata popstar (Natalie Portman) diventata celebre da ragazzina per una canzone composta dopo una sparatoria nella sua scuola. È poi un tormentato sceneggiatore in Un giorno di pioggia a New York (nei cinema il 10 ottobre), il film di Woody Allen a lungo bloccato per via del #metoo.

Dopo che il figlio del regista, Dylan Farrow, aveva ribadito le accuse di molestie a Woody, i due giovani attori protagonisti (Elle Fanning, Timothée Chalamet) hanno preso le distanze. Jude invece ha detto: «Sono questioni private, delicate. È una vergogna che il film non esca». In questi giorni l’attore fa l’occhiolino anche dal trailer di The New Pope, seconda stagione della serie di Sky firmata da Paolo Sorrentino, dove lo si vede sfilare in mutande, col fisico scolpito, su una spiaggia piena di belle ragazze: un sogno profano? Lo scopriremo a gennaio 2020, con la messa in onda. Lui parla dei suoi impegnicon semplicità, seduto sulla sedia dell’anonimo ufficio dove lo abbiamo incontrato. Come se la nostra fosse una chiacchiera tra amici.

Cosa ti porta a scegliere film diversi, dall’action movie Captain Marvel uscito a marzo alla parabola “social-politica” di Vox Lux?
«Sono attratto da storie che sento “vive” per vari motivi, che sembrano riflettere quanto succede nel mondo. Vox Lux racconta la celebrità nata dalla violenza di un fatto di cronaca, ci porta dentro l’attualità. E come attore mi piace sentirmi parte di una vicenda che fa parte di una storia più grande».

Nel trailer di The New Pope sfili su una spiaggia in mutande sotto lo sguardo ammaliato delle ragazze in bikini. Divertente o imbarazzante?
«Ho subito pensato che fosse un’idea bislacca ma anche molto divertente. Ma ormai conosco bene il regista Paolo Sorrentino: mi fido delle sue scelte e mi affido a lui totalmente. Non capita con tutti, in passato ho detto “no” a situazioni di cui non ero convinto. Ma se hai fiducia nel regista, da attore devi avere coraggio. E io ce l’ho. Ci sono scene in cui sono ancora più nudo».

Cioè?
«Un giorno mi hanno dato una specie di fazzoletto che è il costume più piccolo indossato in vita mia. E quando sono uscite le prime immagini del trailer, temevo che i miei figli mi chiedessero: “Che diavolo stai facendo, papà?”».

Come hanno reagito?
«Si sono messi a ridere». (L’attore ha tre figli di 23, 19 e 17 anni dalla prima moglie Sadie Frost; una di 10 dalla modella Samantha Burke e una di 3 dalla cantante Catherine Harding. A maggio si è sposato con la psicologa Phillipa Coan, ndr).

Il tuo fisico calza più all’allenatore di Captain Marvel che a un ecclesiastico. Il segreto?
«Mi piace mantenermi in forma, ne sono quasi ossessionato. Pratico la boxe da vent’anni e faccio yoga. Ma non sono salutista al punto da rinunciare a un buon vino».

Che rapporto hai con la spiritualità?
«Già da adolescente cercavo risposte. Ma non le ho trovate necessariamente in una religione, a volte anche nella letteratura».

In cosa credi?
«Nella mia vita contano l’arte,la curiosità, la fantasia, l’impegno. Nasci solo e muori solo. In mezzo c’è il faticoso tentativo di dare un senso a quello che fai».

Come hai cresciuto i tuoi figli?
«Con alcuni valori cristiani. Ama il prossimo tuo come te stesso. Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te. Ma non so se credono in Dio, a volte glielo chiedo. Quando ero bambino io, negli anni 70, i genitori ti davano regole indiscutibili. Io li ho abituati a mettere in discussione tutto. Ad aprire la mente e farsi domande».

Recitare è un modo per lavorare su se stessi?
«In parte. Per migliorarsi sono importanti soprattutto i rapporti con le persone che contano nella tua vita, con gli affetti».

Questo è l’anno del tuo matrimonio con Phillipa Coan, psicologa. Qualcuno dice che Jude Law abbia finalmente trovato il vero amore…
«Abbiamo atteso quattro anni prima del grande passo. È stato splendido, anche perché l’abbiamo deciso non solo come unione tra due persone che si vogliono bene, ma anche tra due famiglie. E questo per me è molto importante».

Di Bruce Lester